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Reverse charge interno vs esterno: TD16 e TD17 a confronto

Differenze tra reverse charge interno (TD16) ed esterno (TD17-TD19). Quando serve il TD16, quando il TD17, come distinguere operazioni italiane ed estere.

1. Cos'è il reverse charge: il meccanismo dell'inversione contabile

Il reverse charge — in italiano inversione contabile — è un meccanismo fiscale che ribalta il normale funzionamento dell'IVA. Nella fattura ordinaria, il fornitore addebita l'IVA al cliente, la incassa e la versa allo Stato. Con il reverse charge, il fornitore emette la fattura senza IVA e l'onere di liquidazione dell'imposta passa direttamente al cessionario/committente, che integra o autofattura il documento aggiungendo l'imposta.

Lo scopo del reverse charge è duplice: prevenire le frodi IVA (particolarmente diffuse in settori come rottami, elettronica, energia) e semplificare gli scambi intracomunitari evitando al fornitore estero di doversi registrare ai fini IVA in ogni paese UE.

L'ordinamento italiano distingue due grandi categorie di reverse charge:

  • Reverse charge interno — tra soggetti entrambi stabiliti in Italia, limitato a settori specifici indicati dall'art. 17 c.5-7 DPR 633/72
  • Reverse charge esterno — quando il fornitore è stabilito all'estero (UE o extra-UE), ex art. 17 c.2 DPR 633/72 e art. 46 DL 331/93

La distinzione non è solo normativa: ha conseguenze operative precise sul tipo documento da usare nel SDI. Vediamole in dettaglio.

2. Reverse charge interno: operazioni tra soggetti italiani

Il reverse charge interno è disciplinato dall'art. 17 c.5-7 DPR 633/72 e da alcune norme speciali. Si applica esclusivamente ad operazioni tra due soggetti passivi entrambi stabiliti in Italia, nei seguenti settori:

Settore Operazioni Norma
Edilizia Subappalti, pulizie e manutenzione di edifici Art. 17 c.6 lett. a-a-ter
Fabbricati strumentali Cessioni con opzione per imponibilità Art. 17 c.6 lett. a-bis
Rottami Ferrosi, non ferrosi, pallet, bancali Art. 74 c.7-8
Elettronica Microprocessori, cellulari, console, tablet, laptop Art. 17 c.6 lett. b-c
Oro Industriale e da investimento con opzione Art. 17 c.5 + L. 7/2000
Energia e gas Cessioni all'ingrosso a soggetti rivenditori Art. 17 c.6 lett. d-bis

Punto chiave: fuori da questi settori specifici, le operazioni tra due soggetti italiani seguono il regime IVA ordinario. Una consulenza informatica, una fornitura di beni di consumo, una prestazione professionale generica tra due partite IVA italiane non attivano mai il reverse charge interno.

3. Reverse charge esterno: acquisti dall'estero

Il reverse charge esterno è la regola generale per gli acquisti da fornitori non stabiliti in Italia. Le due basi normative principali sono:

  • Art. 17 c.2 DPR 633/72 — quando il committente italiano acquista beni o servizi territorialmente rilevanti in Italia da fornitore non stabilito (UE o extra-UE), è il committente a dover assolvere l'IVA tramite autofattura/integrazione.
  • Art. 46 DL 331/93 — per gli acquisti intracomunitari di beni, la direttiva UE armonizza il trattamento con l'integrazione della fattura intra-UE senza IVA.

A differenza del reverse charge interno, quello esterno non richiede settori specifici: si applica universalmente a tutte le operazioni in cui il fornitore non è stabilito in Italia. Pubblicità online, SaaS, cloud, merci dalla Germania, componenti dalla Cina con deposito IVA — qualunque sia la natura dell'operazione, se il fornitore è estero e l'operazione è territorialmente italiana, scatta il reverse charge esterno.

Regola pratica per distinguere

La prima domanda da farsi davanti a una fattura senza IVA è sempre: il fornitore è italiano o estero? Se ha partita IVA italiana stabilita (prefisso IT e sede in Italia) → reverse charge interno, codice TD16. Se ha partita IVA estera o sede estera → reverse charge esterno, codice TD17/TD18/TD19 a seconda della tipologia.

4. TD16: integrazione di fattura da fornitore italiano

Il TD16 è il tipo documento introdotto nella versione 1.6 del tracciato FatturaPA per gestire l'integrazione del reverse charge interno. Il fornitore italiano emette fattura elettronica regolare senza IVA, indicando natura N6.x appropriata. Il cessionario la riceve, registra il passivo, e poi emette TD16 con aliquota e imposta integrate.

Flusso operativo del TD16

  1. Il fornitore italiano emette fattura elettronica con natura N6.1 (rottami), N6.2 (oro), N6.3 (edilizia), N6.4 (fabbricati), N6.5 (cellulari), N6.6 (prodotti elettronici), N6.7 (prestazioni edili), N6.8 (energia), N6.9 (altri casi)
  2. Il cessionario riceve la fattura via SDI, la registra nel registro acquisti
  3. Il cessionario genera TD16 con aliquota e imposta integrate (tipicamente 22%)
  4. Il TD16 è trasmesso al SDI con destinatario uguale al cessionario stesso (autodestinazione)
  5. Il TD16 viene registrato anche nel registro vendite per la liquidazione dell'imposta

Esempio pratico: Paolo e i rottami ferrosi

Paolo ha un'officina meccanica e vende regolarmente rottami ferrosi alla ditta di rigenerazione Metalli Romani Srl, entrambi con sede in Italia. Nel mese di marzo 2026 emette fattura da 2.400 € senza IVA, natura N6.1 (“rottami e altri materiali di recupero”). Metalli Romani riceve la fattura e deve emettere TD16 con aliquota 22%.

Imponibile

2.400,00 €

IVA 22% integrata

528,00 €

Metalli Romani registra il TD16 sia in acquisti (IVA a credito 528 €) sia in vendite (IVA a debito 528 €). Effetto sulla liquidazione periodica: zero, salvo limiti di detraibilità.

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5. TD17: autofattura/integrazione servizi esteri

Il TD17 è il codice più utilizzato in Italia per le autofatture. Copre tutti gli acquisti di servizi da fornitori stabiliti all'estero, sia UE che extra-UE. La base normativa è l'art. 17 c.2 DPR 633/72 abbinato al criterio di territorialità del luogo del committente (art. 7-ter).

Tipologie di operazioni che richiedono TD17

  • Pubblicità online (Google Ads, Meta Ads, LinkedIn Ads, Microsoft Ads)
  • Software e SaaS (Adobe Creative Cloud, Microsoft 365, Notion, Slack)
  • Cloud computing (AWS EMEA, Google Cloud, Microsoft Azure)
  • Intelligenza artificiale (OpenAI, Anthropic, Mistral)
  • Marketplace digitali (Shopify, Stripe Ireland)
  • Consulenze professionali da freelancer UE e extra-UE

Per approfondire i fornitori specifici e le entità multi-paese vedi l'articolo sull'autofattura per Google, Meta e Amazon.

6. TD18: integrazione acquisti intra-UE di beni

Il TD18 disciplina l'integrazione degli acquisti intracomunitari di beni, ovvero la merce fisica acquistata da un fornitore UE e spedita in Italia. Base normativa: art. 46 DL 331/93. La fattura estera arriva senza IVA con dicitura “Intra-community supply, reverse charge”, il cessionario italiano integra con TD18.

Condizioni per il TD18

  • Fornitore stabilito in un altro paese UE (Germania, Francia, Spagna, Paesi Bassi, ecc.)
  • Oggetto dell'operazione: beni fisici, mai servizi
  • I beni vengono trasportati da un paese UE all'Italia
  • Il fornitore emette fattura senza IVA (reverse charge intracomunitario)

Oltre al TD18 è tipicamente richiesto il modello Intrastat mensile o trimestrale, se si superano le soglie previste. L'omissione Intrastat ha sanzioni autonome indipendenti dal TD18.

7. TD19: autofattura beni ex art. 17 c.2 (no dogana)

Il TD19 è il codice per i beni da fornitori extra-UE che non passano per la dogana con bolletta doganale. Base normativa: art. 17 c.2 DPR 633/72. È il codice meno frequente e quello più frainteso.

Casi d'uso del TD19

  • Beni di fornitore extra-UE stoccati in un deposito IVA italiano
  • Cessioni da fornitori extra-UE con merce già presente in Italia
  • Acquisti da San Marino (territorialmente extra-UE) con merce in Italia
  • Cessioni da Stato della Città del Vaticano
  • Acquisti da fornitori UE non stabiliti con cessione interna in Italia (interpretazione estensiva)

Attenzione: se i beni entrano in Italia dall'estero con bolletta doganale, l'IVA viene assolta direttamente in dogana e non serve emettere TD19. L'errore più comune è emettere TD19 anche per importazioni ordinarie con dogana, duplicando l'onere IVA.

8. Tabella riepilogativa dei 4 codici

Codice Tipo Fornitore Oggetto Norma
TD16 RC interno Italiano stabilito Settori art. 17 c.5-7 DPR 633/72
TD17 RC esterno UE o extra-UE Servizi Art. 17 c.2
TD18 RC esterno Solo UE Beni intracomunitari Art. 46 DL 331/93
TD19 RC esterno Extra-UE Beni senza dogana Art. 17 c.2

Per il dettaglio su TD17-TD18-TD19 esteri vedi l'articolo TD17, TD18 e TD19: tutte le differenze.

9. Casi di confine: cooperative, subappalti, pulizie

Alcune situazioni meritano un'analisi più fine perché generano spesso errori di classificazione.

Subappalti edili

Il subappaltatore italiano emette fattura senza IVA con natura N6.3 al committente italiano principale. Il committente principale integra con TD16. Ma attenzione: se il subappaltatore è estero (raro ma possibile), si va in reverse charge esterno TD17, non TD16. La distinzione è sulla stabilità italiana del subappaltatore, non sulla natura dell'opera.

Pulizie e manutenzione edifici

L'art. 17 c.6 lett. a-ter estende il reverse charge interno a pulizie, manutenzione, installazione di impianti su edifici, anche senza rapporto di subappalto. Condizione essenziale: oggetto edificio (non è pulizia di uffici generici). Una ditta di pulizie che lavora in un ufficio commerciale emette fattura con IVA ordinaria, non reverse charge.

Cooperative e consorzi

Le cooperative edili che rifatturano ai propri soci operano in reverse charge interno TD16. I consorzi con causa mutualistica seguono analogo regime. Le ATI (associazioni temporanee di imprese) fatturano al committente principale in regime ordinario — non c'è reverse charge interno tra ATI e committente finale.

Errore frequente: TD16 per servizi IT tra partite IVA italiane

Un consulente informatico italiano che emette fattura a una srl italiana fattura con IVA ordinaria. Non c'è reverse charge interno per l'IT, le consulenze professionali, l'e-commerce, la formazione. Il TD16 si applica solo ai settori espressamente previsti dalla norma.

10. Esempi XML a confronto

Ecco come appaiono i blocchi principali dei 4 tipi documento a confronto.

TD16 — integrazione reverse charge interno (rottami)

td16-rottami.xml
<DatiGeneraliDocumento>
  <TipoDocumento>TD16</TipoDocumento>
  <Divisa>EUR</Divisa>
  <Data>2026-03-20</Data>
  <Numero>INT-2026-07</Numero>
</DatiGeneraliDocumento>

<CedentePrestatore>
  <IdFiscaleIVA>
    <IdPaese>IT</IdPaese>
    <IdCodice>12345678901</IdCodice>
  </IdFiscaleIVA>
  <Denominazione>Officina Paolo Srl</Denominazione>
</CedentePrestatore>

<DatiRiepilogo>
  <AliquotaIVA>22.00</AliquotaIVA>
  <ImponibileImporto>2400.00</ImponibileImporto>
  <Imposta>528.00</Imposta>
</DatiRiepilogo>

TD17 — autofattura servizi da UE (Google Ads)

td17-google-ads.xml
<DatiGeneraliDocumento>
  <TipoDocumento>TD17</TipoDocumento>
  <Divisa>EUR</Divisa>
  <Data>2026-03-15</Data>
  <Numero>AF-2026-05</Numero>
</DatiGeneraliDocumento>

<CedentePrestatore>
  <IdFiscaleIVA>
    <IdPaese>IE</IdPaese>
    <IdCodice>6388047V</IdCodice>
  </IdFiscaleIVA>
  <Denominazione>Google Ireland Limited</Denominazione>
</CedentePrestatore>

<DatiRiepilogo>
  <AliquotaIVA>22.00</AliquotaIVA>
  <ImponibileImporto>800.00</ImponibileImporto>
  <Imposta>176.00</Imposta>
</DatiRiepilogo>

TD18 — integrazione beni intra-UE (Germania)

td18-germania.xml
<DatiGeneraliDocumento>
  <TipoDocumento>TD18</TipoDocumento>
  <Divisa>EUR</Divisa>
  <Data>2026-03-18</Data>
  <Numero>AF-2026-06</Numero>
</DatiGeneraliDocumento>

<CedentePrestatore>
  <IdFiscaleIVA>
    <IdPaese>DE</IdPaese>
    <IdCodice>123456789</IdCodice>
  </IdFiscaleIVA>
  <Denominazione>Elektronik GmbH</Denominazione>
</CedentePrestatore>

<DatiRiepilogo>
  <AliquotaIVA>22.00</AliquotaIVA>
  <ImponibileImporto>3500.00</ImponibileImporto>
  <Imposta>770.00</Imposta>
</DatiRiepilogo>

TD19 — autofattura beni extra-UE (deposito IVA)

td19-deposito-iva.xml
<DatiGeneraliDocumento>
  <TipoDocumento>TD19</TipoDocumento>
  <Divisa>EUR</Divisa>
  <Data>2026-03-22</Data>
  <Numero>AF-2026-08</Numero>
</DatiGeneraliDocumento>

<CedentePrestatore>
  <IdFiscaleIVA>
    <IdPaese>US</IdPaese>
    <IdCodice>0000000</IdCodice>
  </IdFiscaleIVA>
  <Denominazione>US Trading Corp</Denominazione>
</CedentePrestatore>

<DatiRiepilogo>
  <AliquotaIVA>22.00</AliquotaIVA>
  <ImponibileImporto>1200.00</ImponibileImporto>
  <Imposta>264.00</Imposta>
</DatiRiepilogo>

11. Domande frequenti

Qual è la differenza tra reverse charge interno ed esterno?

Il reverse charge interno riguarda operazioni tra due soggetti entrambi stabiliti in Italia, limitato ai settori dell'art. 17 c.5-7 DPR 633/72 (edilizia, rottami, elettronica, oro, energia). Il reverse charge esterno riguarda acquisti da fornitori stabiliti all'estero, ex art. 17 c.2 DPR 633/72 e art. 46 DL 331/93. I codici documento sono diversi: TD16 per l'interno, TD17-TD18-TD19 per l'esterno.

Quando si usa il TD16?

Il TD16 si usa esclusivamente per integrare una fattura ricevuta da un fornitore italiano in regime di reverse charge interno. Settori tipici: subappalti edili, cessioni di fabbricati strumentali, pulizie e manutenzione edifici, rottami, elettronica (microprocessori, cellulari, console, tablet, laptop), oro industriale, energia e gas all'ingrosso.

Il TD16 va inviato al SDI come autofattura?

Sì. Dal 2022, con l'estensione dell'obbligo di e-invoicing, l'integrazione della fattura reverse charge interno deve essere trasmessa al SDI come documento TD16. È il cessionario a generare il file XML di integrazione con aliquota e imposta, registrandolo nel registro acquisti e nel registro vendite.

Fornitore UE con deposito IVA in Italia: TD16 o TD19?

TD19. Il fornitore UE con deposito IVA in Italia è considerato fornitore estero ai fini del reverse charge: si applica l'art. 17 c.2 DPR 633/72 e il codice corretto è TD19 (beni extra-UE senza dogana, applicato per estensione anche a cessioni da deposito IVA di fornitori UE non stabiliti). Il TD16 resta riservato ai fornitori italiani stabiliti.

Il TD16 richiede il versamento di IVA aggiuntiva?

Di norma no. Il reverse charge interno è un meccanismo di inversione contabile neutro: l'IVA a debito liquidata dal cessionario si compensa nella stessa liquidazione con l'IVA a credito detraibile. Effetto economico zero, a meno di limiti di detraibilità (pro-rata, beni a detraibilità limitata). Il TD16 serve principalmente a lasciare traccia fiscale dell'operazione.

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