Come conservare le autofatture elettroniche: conservazione digitale a norma
Obbligo di conservazione digitale a norma per le autofatture elettroniche: tempi, modalità, firma digitale, marca temporale, servizio di conservazione SDI e alternative.
Indice dei contenuti
- 1. L'obbligo di conservazione a norma
- 2. Tempi: 10 anni civilistici, 5 anni fiscali
- 3. I quattro requisiti: autenticità, integrità, affidabilità, leggibilità
- 4. Firma digitale e marca temporale
- 5. Il servizio gratuito dell'Agenzia delle Entrate
- 6. Conservatori accreditati AgID
- 7. Cosa conservare: XML e notifiche SDI
- 8. Pacchetto di archiviazione e manuale di conservazione
- 9. Sanzioni per omessa conservazione
- 10. Consigli pratici per piccole imprese e forfettari
- 11. Domande frequenti
1. L'obbligo di conservazione a norma
Emettere un'autofattura elettronica per un acquisto estero e trasmetterla al Sistema di Interscambio è solo il primo passo. Il vero obbligo, quello che spesso i piccoli imprenditori sottovalutano, inizia dopo: conservare il documento a norma di legge per dieci anni.
Le fonti normative sono stratificate e vanno lette insieme:
- Art. 2220 c.c. — obbligo civilistico di conservare le scritture contabili e i documenti fiscali per dieci anni dalla data di emissione.
- D.Lgs. 82/2005 (CAD — Codice dell'Amministrazione Digitale) — definisce i principi generali della conservazione digitale e il valore probatorio dei documenti informatici.
- DM 17 giugno 2014 (Ministero dell'Economia e delle Finanze) — stabilisce le regole tecniche per la conservazione dei documenti rilevanti ai fini fiscali, sostituendo il precedente DM 23/01/2004.
- DPCM 3 dicembre 2013 e successive linee guida AgID — dettano i requisiti tecnici del sistema di conservazione.
- Provvedimento AdE 30/04/2018 — regola la conservazione delle fatture elettroniche transitate dal SDI.
La sintesi operativa è questa: una fattura elettronica — compresa ogni autofattura TD17, TD18, TD19 che emetti per i tuoi acquisti esteri — non ha valore legale se non è conservata a norma. Salvare il file XML nella cartella Documenti del computer o in una pen drive non basta. Serve un processo strutturato di conservazione digitale che garantisca immutabilità e reperibilità nel tempo.
2. Tempi: 10 anni civilistici, 5 anni fiscali
C'è una certa confusione diffusa sui tempi di conservazione. La regola generale è questa:
| Ambito | Durata | Decorrenza | Fonte |
|---|---|---|---|
| Civilistico | 10 anni | Dall'ultima registrazione | Art. 2220 c.c. |
| Fiscale (accertamento) | 5 anni | Dall'anno della dichiarazione | Art. 43 DPR 600/73 |
| Dichiarazione omessa | 7 anni | Dall'anno cui si riferisce | Art. 43 c.2 DPR 600/73 |
| Accertamento pendente | Fino a definizione | Fino al giudicato | Art. 22 DPR 600/73 |
La scelta pratica è conservare tutto per dieci anni. Il termine civilistico è quello più lungo fra quelli ordinari, e la differenza di costo fra cinque e dieci anni in un sistema di conservazione professionale è trascurabile. Vale di più la tranquillità di avere il documento disponibile in caso di controllo, anche a distanza di un decennio.
Nota importante: se sei in regime forfettario e hai iniziato a emettere autofatture estere solo negli ultimi due anni, l'obbligo vale comunque. Ne parliamo nella guida all'autofattura in regime forfettario.
3. I quattro requisiti: autenticità, integrità, affidabilità, leggibilità
L'art. 3 del DM 17/06/2014 stabilisce che la conservazione digitale deve garantire quattro caratteristiche fondamentali. Sono le stesse che l'Agenzia delle Entrate verifica in caso di controllo:
- Autenticità — la certezza che il documento provenga dal soggetto che lo ha emesso. Si ottiene con firma digitale o con protocolli che garantiscano la non ripudiabilità dell'origine.
- Integrità — la certezza che il documento non sia stato modificato dopo la sua creazione. Si ottiene con firma digitale (hash crittografico) e impronta del pacchetto.
- Affidabilità — la garanzia che il sistema di conservazione sia robusto, documentato e auditabile. Richiede un manuale di conservazione.
- Leggibilità — la capacità di leggere il documento a distanza di anni, anche se il formato originale diventa obsoleto. Per questo l'XML FatturaPA è il formato prescelto: è testuale, aperto, standardizzato.
A questi si aggiunge la reperibilità: il documento deve essere ritrovabile tramite chiavi di ricerca (numero, data, partita IVA della controparte, importo). Un archivio disordinato — anche se formalmente corretto sul piano crittografico — non soddisfa questo requisito.
4. Firma digitale e marca temporale
La firma digitale applicata al pacchetto di archiviazione è ciò che cristallizza il contenuto e ne garantisce integrità e autenticità. La marca temporale (timestamp) aggiunge l'opponibilità a terzi della data certa.
Quando serve la firma
Sul singolo file XML della fattura la firma digitale non è più obbligatoria dal 1° gennaio 2019 (per le fatture B2B/B2C transitate dal SDI). Il SDI stesso garantisce l'integrità del file durante il transito. Di conseguenza, nemmeno le autofatture TD17/TD18/TD19 hanno bisogno di firma sul singolo XML.
La firma diventa invece indispensabile sul pacchetto di archiviazione: l'insieme dei file conservati va sigillato con firma digitale (PAdES o CAdES) del responsabile della conservazione e marcato temporalmente.
Chi firma
La firma è apposta dal Responsabile della Conservazione, figura prevista dal DM 17/06/2014. Può essere un dipendente interno o un soggetto esterno (tipicamente il conservatore accreditato che fornisce il servizio). Per le piccole imprese il ruolo viene comunemente delegato al conservatore stesso.
Regola pratica
Se ti affidi al servizio di conservazione dell'Agenzia delle Entrate o a un conservatore accreditato, non devi preoccuparti di firma digitale e marca temporale: sono inclusi nel servizio. Devi solo assicurarti che il pacchetto venga effettivamente prodotto e chiuso entro i termini (tre mesi dalla chiusura dell'esercizio).
5. Il servizio gratuito dell'Agenzia delle Entrate
La soluzione più semplice — e pienamente a norma — è il servizio di conservazione gratuito offerto dall'Agenzia delle Entrate nel portale Fatture e Corrispettivi. È disponibile per qualsiasi partita IVA italiana, senza costi e senza vincoli di quantità.
Come si attiva
- Accedi al portale Fatture e Corrispettivi dell'Agenzia delle Entrate (SPID, CIE o Entratel).
- Sezione “Fatturazione elettronica e conservazione”, scegli “Accedi al servizio di conservazione”.
- Leggi e sottoscrivi l'Accordo di servizio per la conservazione (AdS). È l'atto con cui nomini l'AdE come responsabile della conservazione.
- Da quel momento, tutte le fatture elettroniche (comprese le autofatture) che transitano per il SDI vengono conservate automaticamente per 15 anni.
Cosa viene conservato
Il servizio AdE conserva automaticamente tutto ciò che passa dal SDI:
- Fatture attive emesse verso clienti italiani
- Fatture passive ricevute da fornitori italiani
- Autofatture estere TD17, TD18, TD19
- Integrazioni di reverse charge
- Note di credito (TD04) e rettifiche
- Tutte le notifiche SDI associate: RC, NS, MC, EC
Limiti del servizio
- Conservazione per 15 anni dalla data di adesione (copre ampiamente i 10 anni civilistici).
- Non vengono conservate le fatture non transitate per il SDI (documenti extracontabili, scontrini non elettronici, corrispettivi non telematici).
- L'accesso è tramite portale AdE: per esportare in massa occorre usare le API dedicate.
Per la quasi totalità delle piccole partite IVA e per i forfettari, questo servizio è sufficiente e consigliato.
Genera l'autofattura, il SDI la conserva
AutoFattura Sprint invia l'XML al Sistema di Interscambio. Se hai attivato il servizio AdE gratuito, la conservazione a norma avviene in automatico.
Prova gratis — 5 fatture/mese6. Conservatori accreditati AgID
Accanto al servizio gratuito AdE esiste il mercato dei conservatori accreditati presso l'AgID (Agenzia per l'Italia Digitale). Sono soggetti privati che hanno superato un iter di accreditamento e sono iscritti nell'elenco pubblico dei conservatori qualificati. L'elenco è consultabile sul sito AgID.
Principali conservatori di mercato
| Conservatore | Range prezzi | Target |
|---|---|---|
| Aruba | 25–100 €/anno | Partite IVA e professionisti |
| InfoCert | 30–150 €/anno | PMI e studi professionali |
| Namirial | 40–120 €/anno | PMI |
| TeamSystem | Incluso in moduli contabili | Imprese e commercialisti |
| Zucchetti | Incluso in suite gestionali | Medie imprese |
Quando ha senso un conservatore privato
Il servizio gratuito AdE va bene per il 90% dei casi. Un conservatore privato ha senso se:
- Hai documenti non fiscali da conservare (contratti, libri sociali, DDT cartacei dematerializzati)
- Ti serve un'interfaccia di ricerca e consultazione più evoluta di quella del portale AdE
- Vuoi integrare la conservazione con il gestionale aziendale tramite API
- Hai volumi alti e serve un SLA garantito sull'export di massa
Per forfettari e micro-imprese che emettono qualche decina di autofatture all'anno, il costo aggiuntivo raramente si giustifica.
7. Cosa conservare: XML e notifiche SDI
Questo è il punto più frainteso. La conservazione di una fattura elettronica non è la conservazione del solo file XML. Ogni fattura genera una serie di notifiche dal Sistema di Interscambio che vanno anch'esse conservate, perché provano cosa è successo al documento.
| Sigla | Nome completo | Cosa attesta |
|---|---|---|
| RC | Ricevuta di Consegna | Il SDI ha consegnato la fattura al destinatario |
| NS | Notifica di Scarto | Il SDI ha rifiutato la fattura (con codice errore) |
| MC | Mancata Consegna | Fattura accettata dal SDI ma non consegnata al destinatario (canale inattivo) |
| EC | Esito Committente | Il destinatario ha accettato o rifiutato la fattura |
| AT | Attestazione | Attestazione di avvenuta trasmissione con impossibilità di consegna |
Per un'autofattura TD17 fatta per Google Ads, ad esempio, il flusso di conservazione tipico include il file XML dell'autofattura e la RC (Ricevuta di Consegna) che attesta il buon esito. Se l'XML fosse stato scartato, invece, il documento da conservare è anche la NS con il codice di errore e la successiva ri-emissione corretta.
Il servizio gratuito AdE archivia automaticamente tutte queste notifiche insieme al file XML. Se usi un conservatore privato, devi verificare che questo venga fatto.
8. Pacchetto di archiviazione e manuale di conservazione
Dal punto di vista tecnico, la conservazione a norma produce un Pacchetto di Archiviazione (PdA): un insieme di file che include i documenti, i loro metadati descrittivi (IPdA — Indice del PdA) e la firma digitale/marca temporale che ne sigilla l'integrità.
Struttura del pacchetto
PdA_2026_Q1/
├── IPdA.xml ← indice con metadati
├── documenti/
│ ├── IT12345678901_00001.xml ← autofattura TD17
│ ├── IT12345678901_00001_RC.xml ← ricevuta consegna
│ ├── IT12345678901_00002.xml
│ └── IT12345678901_00002_RC.xml
├── IPdA.xml.p7m ← firma digitale CAdES
└── IPdA.xml.tsr ← marca temporale
Manuale di conservazione
Il Manuale di Conservazione è il documento che descrive come il processo di conservazione viene eseguito nell'organizzazione. È obbligatorio ai sensi dell'art. 8 del DPCM 3/12/2013 e deve contenere:
- Dati del titolare e del responsabile della conservazione
- Elenco delle tipologie documentali conservate
- Descrizione delle procedure di produzione e chiusura dei pacchetti
- Modalità di esibizione ai controlli fiscali
- Formati e standard tecnici adottati
Se aderisci al servizio gratuito AdE, il manuale è quello dell'Agenzia delle Entrate, già pubblicato sul portale Fatture e Corrispettivi. Se usi un conservatore privato, il manuale è quello del conservatore, reso disponibile in allegato al contratto.
9. Sanzioni per omessa conservazione
L'omessa o irregolare conservazione delle autofatture è sanzionata in più forme. Non è solo una contestazione formale: produce conseguenze economiche dirette e indirette.
| Violazione | Sanzione | Riferimento |
|---|---|---|
| Omessa/irregolare tenuta scritture contabili | Da 1.000 a 8.000 € | Art. 9 c.1 D.Lgs. 471/97 |
| Rifiuto di esibizione in sede di controllo | Da 1.000 a 8.000 € | Art. 9 c.2 D.Lgs. 471/97 |
| Indetraibilità IVA sull'operazione | Perdita IVA + interessi | Art. 25 DPR 633/72 |
| Accertamento induttivo | Ricostruzione presuntiva reddito | Art. 39 c.2 DPR 600/73 |
La sanzione formale di 1.000–8.000 € è già di per sé significativa. Ma la conseguenza più pesante è l'accertamento induttivo: se la contabilità non è ricostruibile per mancanza dei documenti originali, l'Agenzia delle Entrate può ricostruire il reddito presuntivamente, con inversione dell'onere della prova a carico del contribuente.
Si aggiunge il rischio di indetraibilità dell'IVA assolta con reverse charge: se non puoi esibire l'autofattura originale, l'Agenzia può contestare il diritto alla detrazione dell'IVA a credito. Per un'azienda con volumi significativi di acquisti esteri, la cifra può diventare rilevante.
10. Consigli pratici per piccole imprese e forfettari
Se sei una partita IVA individuale, un forfettario o una micro-impresa che emette autofatture estere con regolarità ma non con volumi industriali, ecco la strategia più sensata:
- 1 Attiva subito il servizio di conservazione gratuito dell'AdE nel portale Fatture e Corrispettivi. È gratis, copre 15 anni, e conserva automaticamente ogni fattura e notifica SDI.
- 2 Conserva anche il PDF originale della fattura estera (quella di Google, AWS, OpenAI, ecc.): il SDI non lo conosce, ma è il documento di partenza per provare l'autofattura.
- 3 Tieni traccia del cambio valuta (Banca d'Italia) per le fatture in USD, GBP, ecc. Il tasso utilizzato e la data vanno riportati in causale e nelle note.
- 4 Non fidarti del solo backup su cloud privato (Drive, Dropbox, iCloud). Un archivio cloud generalista non produce un pacchetto di conservazione a norma.
- 5 Esporta periodicamente (annualmente) le tue fatture dal portale AdE come copia di backup locale. Usare le API di esportazione o il download massivo della sezione “Consultazione”.
- 6 Se cambi commercialista o software, verifica sempre chi rimane responsabile della conservazione. L'Accordo di Servizio con l'AdE rimane attivo finché non lo revochi.
Un approccio misto consigliato: servizio AdE come conservazione a norma principale + backup manuale periodico dei PDF e XML su archivio locale criptato, per avere copie indipendenti in caso di necessità.
11. Domande frequenti
Per quanto tempo devo conservare le autofatture elettroniche?
Le autofatture vanno conservate per 10 anni ai fini civilistici (art. 2220 c.c.) e per almeno 5 anni ai fini fiscali. In caso di accertamento in corso i termini si estendono fino al passaggio in giudicato dell'atto. La prassi consolidata è conservare tutto per 10 anni dalla data di emissione.
Il servizio gratuito dell'Agenzia delle Entrate è davvero a norma?
Sì. Il servizio offerto gratuitamente dall'Agenzia delle Entrate nel portale Fatture e Corrispettivi è conforme al DM 17/06/2014 e al CAD (D.Lgs. 82/2005). Conserva automaticamente tutte le fatture elettroniche transitate per il SDI, comprese le autofatture TD17, TD18 e TD19, e rilascia un pacchetto di archiviazione con firma digitale e marca temporale.
Basta salvare il file XML nel computer?
No. La conservazione digitale a norma richiede la conservazione in un sistema che garantisca autenticità, integrità, affidabilità, leggibilità e reperibilità (art. 3 DM 17/06/2014). Salvare l'XML nel PC o su un NAS domestico non soddisfa questi requisiti e non ha valore probatorio davanti all'Agenzia delle Entrate.
Devo conservare anche le notifiche del SDI?
Sì. Oltre al file XML originale, il processo di conservazione deve includere le notifiche associate: Ricevuta di Consegna (RC), Notifica di Scarto (NS), Notifica di Mancata Consegna (MC) ed Esito Committente (EC). Sono documenti con valore legale che provano l'invio e la consegna della fattura. Il servizio AdE le archivia automaticamente.
Quali sono le sanzioni per omessa conservazione?
L'art. 9 del D.Lgs. 471/97 prevede una sanzione amministrativa da 1.000 a 8.000 € per omessa o irregolare tenuta delle scritture contabili obbligatorie, comprese le fatture elettroniche. Si aggiungono le conseguenze indirette: impossibilità di detrarre l'IVA se manca il documento, e inversione dell'onere della prova in sede di accertamento induttivo.
Emetti, invia, conserva: tutto in automatico
AutoFattura Sprint genera l'XML corretto dalla fattura estera e lo invia al SDI. Con l'Accordo di Servizio AdE attivo, la conservazione digitale a norma avviene in automatico — zero manutenzione, zero costi aggiuntivi, 15 anni di archiviazione garantita.
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